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	<title>Giornale.sm &#187; .Interviste Politiche</title>
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		<title>Secondo giorno dei tecnici del Moneyval a San Marino</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 05:34:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[.Interviste Politiche]]></category>

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		<description><![CDATA[“Non siamo entrati nel merito delle questioni che dovranno essere veri?cate dagli esperti di Strasburgo – ha spiegato il titolare delle Finanze Pasquale Valentini -; il nostro è stato un discorso di benvenuto, anche se abbiamo ribadito la volontà del ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-41879" href="http://www.giornale.ms/valentini-manovra-straordinaria-per-contenere-deficit/pasquale-valentini-3/"><img class="alignleft size-full wp-image-41879" title="pasquale valentini" src="http://www.giornale.ms/wp-content/uploads/2010/06/pasquale-valentini.jpeg" alt="" width="101" height="84" /></a>“Non siamo entrati nel merito delle questioni che dovranno essere veri?cate dagli esperti di Strasburgo – ha spiegato il titolare delle Finanze Pasquale Valentini -; il nostro è stato un discorso di benvenuto, anche se abbiamo ribadito la volontà del Paese di percorrere in modo sempre più convinto la strada della collaborazione internazionale. In questi due anni del resto – continua Valentini – siamo sempre rimasti in contatto con il comitato tecnico del Moneyval, che di volta in volta ha sollecitato controlli e modi?che della legislazione. Anche in questa circostanza abbiamo offerto la nostra piena disponibilità a collaborare nell’indagine”.</p>
<p>della Lega Nord dopo) anche dal Pd</p>
<p>intervengono a favore di San Marino.</p>
<p>Ieri così è stata la volta del presiden-</p>
<p>te della provincia di Rimini Stefano</p>
<p>Vitali che si è rivolto al governo del</p>
<p>Belpaese dichiarando che “l’Italia</p>
<p>non può solo chiedere dal governo</p>
<p>sammarinese il riallineamento a un sistema di regole</p>
<p>equo, ma dovrebbe anche offrire una propositiva</p>
<p>collaborazione”. Vitali rompe così quello “strano</p>
<p>silenzio che caratterizza la politica riminese”, proprio</p>
<p>“nel momento in cui la Repubblica di San Marino</p>
<p>vive uno dei periodi più delicati e complessi della sua</p>
<p>storia”. È una mano tesa quella del presidente Vitali</p>
<p>a uno Stato i cui rapporti con Rimini sono caratte-</p>
<p>rizzati da  “legami di amicizia antichi &#8211; sottolinea</p>
<p>Vitali &#8211; che non sono mai venuti meno”. Il presidente</p>
<p>riminese ricorda quindi i legami storici, grazie ai quali</p>
<p>nella seconda guerra mondiale migliaia di italiani</p>
<p>trovarono rifugio sul Titano dai bombardamenti aerei.</p>
<p>Ma Vitali ricorda anche le “diverse collaborazioni</p>
<p>che il territorio riminese ha con San Marino”, ovvero</p>
<p>“iniziative e progetti voluti con convinzione non solo</p>
<p>nella piena correttezza un sistema</p>
<p>economico e ?nanziario che non può</p>
<p>essere circoscritto alle pur numerose</p>
<p>storture sollevate e denunciate”. Se</p>
<p>non si tende una mano a San Marino,</p>
<p>“il rischio tangibile &#8211; ammonisce Vitali</p>
<p>- è che gli sforzi verso un nuovo rigore</p>
<p>da parte del governo e della società sammarinese</p>
<p>soccombano sotto le lame del frullatore politico e</p>
<p>mediatico”. In?ne, il presidente della Provincia motiva</p>
<p>il suo intervento: “Stiamo parlando di vicende che ri-</p>
<p>guardano rapporti tra Stati &#8211; riconosce &#8211; ma non pos-</p>
<p>siamo limitarci a fare da spettatori”. Infatti, sono tante</p>
<p>le cose da fare insieme: “Con San Marino &#8211; conclude</p>
<p>Vitali &#8211; abbiamo urgenza di ragionare sulle infrastrut-</p>
<p>ture, di progettare assieme il futuro dell’Aeroporto</p>
<p>Rimini-San Marino, di capire come è possibile aprire</p>
<p>capitoli nuovi nello sviluppo turistico di una Riviera&#8221;.</p>
<p>Vitali si dice poi intenzionato a incontrare nei pros-</p>
<p>simi giorni &#8220;i parlamentari del nostro territorio&#8221; a cui</p>
<p>chiederà &#8220;di spendere un ulteriore sforzo per uscire</p>
<p>da un cortocircuito che non giova a nessuno. E chie-</p>
<p>derò altrettanto al presidente Vasco Errani, anche nel</p>
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		<title>Democratici Cristiani del Popolo di San Marino (su facebook) su fuoriuscita Europopolari</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 19:08:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[.Interviste Politiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla ripresa dell’attività politica e istituzionale, dopo la seppur breve pausa estiva, prendiamo atto della decisione degli europopolari (Eps) di chiamarsi fuori dalla lista elettorale che li vedevano uniti al Partito Democratico Cristiano (Pdcs) e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-46569" href="http://www.giornale.ms/democratici-cristiani-del-popolo-di-san-marino-su-facebook-su-fuoriuscita-europopolari/democratici-crsitiani-del-popolo-sammarinese/"><img class="alignleft size-full wp-image-46569" title="democratici crsitiani del popolo sammarinese" src="http://www.giornale.ms/wp-content/uploads/2010/09/democratici-crsitiani-del-popolo-sammarinese.jpg" alt="" width="360" height="240" /></a>Alla ripresa dell’attività politica e istituzionale, dopo la seppur breve pausa estiva, prendiamo atto della decisione degli europopolari (Eps) di chiamarsi fuori dalla lista elettorale che li vedevano uniti al Partito Democratico Cristiano (Pdcs) e Arengo e Libertà (AeL), il tutto dichiaratamente senza volere rotture né la crisi che avrebbe potuto portar dritto al voto anticipato. Gli alleati di lista, soprattutto il Pdcs, pur avendoci provato a ricercarli con sincera convinzione, non avevano spazi di manovra per trattenere gli Eps, visto che questi ultimi hanno già da tempo definito una loro vera e propria road map che porta ad un percorso distinto, forse non del tutto esplicitato, e a cui in più riprese inchiodano la linea politica del loro gruppo ponendo condizioni politiche molto spesso critiche e generiche, senza però legarci proposte chiare, costruttive e fattibili a supporto.</p>
<p>Gli europopolari insistono nell’indicare la strada maestra, o meglio il traguardo finale (normalizzazione delle relazioni bilaterali con l’Italia), peraltro noto e condiviso da tutte le forze politiche del panorama sammarinese, ma non indicano nel contingente con quale strategia, oltre a quelle già messe in campo, poterci arrivare e soprattutto non danno risposte convincenti, laddove si prendessero ipotetiche decisioni, come potrebbe il Paese conservare sufficienti “energie” per poter sopravvivere il giorno dopo.</p>
<p>Per non rischiare di dare la sensazione di addentrarsi in un territorio ambiguo gli Eps hanno dichiarato che il feeling che li lega ai Democratici di Centro (Ddc) conserva comunque, senza confusione, una netta distinzione di ruoli e delle responsabilità. Insomma, si è evitato di azzoppare politicamente la maggioranza, anche se in realtà viene lasciato spazio all’ambiguità, ponendosi nel quadro politico sammarinese come forza di “confine”, cioè almeno per ora, non di “oltreconfine”. La maggioranza è comunque garantita, ma un ponte levatoio con il Pdcs è stato alzato; si offre all’opinione pubblica l’immagine di un contesto confuso in cui si giocano partite su più tavoli politici.</p>
<p>Il risultato è quello di aver evitato uno scontro all’interno della maggioranza, i cui echi si udivano insistentemente da tempo, che avrebbe potuto segnare il destino della legislatura in una situazione realmente difficile per il Paese.</p>
<p>Ora, prima di tutto, si attende di vedere l’orientamento e che grado di disponibilità avranno gli europopolari ad essere coinvolti nella gestazione di certi provvedimenti molto importanti per le sorti delle finanze pubbliche (riconoscendo che il segretario di Stato alle Finanze, Pasquale Valentini, lodevolmente, è strenuamente impegnato a lavorare per alleggerire il bilancio pubblico, in forte difficoltà) e difendersi dalla pesante congiuntura economica. Altresì che atteggiamento terranno nella risoluzione di certi nodi tutt’ora aperti. Vedremo se Menicucci &amp; Co. avranno la volontà vera di mandare avanti il governo oppure osteggeranno i provvedimenti sui quali hanno manifestato diversi dubbi. Il Patto per San Marino dovrà muoversi come soggetto unitario pena la perdita di credibilità e la forza politica di sostenere misure legislative non sempre troppo popolari ma necessarie, soprattutto in considerazione che siamo in uno dei momenti più delicati della storia economica del Paese, schiacciati su plurimi fronti da politiche internazionali e fattori contingenti interni.</p>
<p>L’auspicio è che dinnanzi ai testi da portare in Consiglio Grande e Generale si aprano dei preventivi confronti, sereni e costruttivi, da cui derivino mediazioni, compromessi e sintesi che permettano poi di conservare la natura, la finalità e la linea politica dei progetti legislativi all’esame. Viceversa se ci si abbandonerà ai tatticismi, alle polemiche, ai retropensieri, al pregiudizio politico, personale e pretestuoso, trasmettendo sensazione di caos, la coalizione di governo sarà avviata ad un inesorabile logoramento che la porterà a soccombere.</p>
<p>DEMOCRATICI CRISTIANI DEL POPOLO DI SAN MARINO</p>
<p>democraticicristiani_rsm@yahoo.it</p>
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		<title>Alberto Selva (AP) su replica DDC e PSRS</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 17:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[.Interviste Politiche]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-22510" href="http://www.giornale.ms/alberto-selva-nuovo-coordinatore-alleanza-popolare/selva-alberto1/"><img class="alignnone size-full wp-image-22510" title="selva-alberto1" src="http://www.giornale.ms/wp-content/uploads/2009/10/selva-alberto1.jpg" alt="" width="68" height="84" /></a>Gli “amici” Ddc e Psrs, con gli articoli di replica sulle banche dei giorni scorsi, pare siano scesi, quali novelli gladiatori, nell’arena pronti a combattere contro Alleanza Popolare. L’odore del sangue è stimolante e riconosco che, quanto a prosa, non sono secondi a nessuno; ma io, almeno, non li seguirò in questa sorta di moderno Colosseo. Suvvia non siamo –magari forse ancora per poco- in campagna elettorale dove certi toni sono maggiormente giustificati!</p>
<p>Non mi piacciono le accuse stereotipate, intrise di personalismi, che hanno veramente stancato, credo, l’opinione pubblica che ben altro si aspetta dalla politica. Soprattutto se queste accuse personalistiche sono la replica ad accuse rivolte all’azione di una forza politica. Se oggi io rispondessi con gli stessi toni e sulla stessa falsa riga mi occorrerebbe una pubblicazione a puntate tanto avrei da dire; rinuncio volentieri anche per non tediare i lettori.</p>
<p>Certo è che dietro l’agire quali forze politiche ci sono sempre esseri umani ed è per questo che ho deciso che, d’ora in avanti, quando sarò io il redattore dell’articolo non mi nasconderò più dietro a sigle o acronimi; più semplicemente metterò in fondo il mio nome e cognome.</p>
<p>Confido sulla capacità di tutti, e qui mi rivolgo in particolare a chi guida Psrs e Ddc, di sfidare il Movimento che rappresento sulle cose fatte o non fatte perché, è questa la mia opinione, solo così si riesce a contribuire costruttivamente a un’alta dialettica politica e, forse, si fa l’interesse di tutti.</p>
<p>Attendo di verificare se questo mio auspicio sia ascoltato, soprattutto nelle sedi istituzionali, altrimenti prenderò atto, e con grande rammarico, che il nostro Paese ha per la maggior parte la solita classe politica verbosa, livorosa, vuota di contenuti e piena solo di personalismi e invidia. Noi non ci vogliamo confondere.</p>
<p>Dal Vostro, mi pare di capire, ex affezionato, ex corteggiato Coordinatore di Alleanza Popolare,</p>
<p>San Marino, 30 agosto 2010</p>
<p>Alberto Selva</p>
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		<title>Zafferani (AP): Psd &#8221;pessimi&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Aug 2010 06:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[.Interviste Politiche]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8221;E&#8217; arrivato anche il dossier del Psd, così leggo su libertas,&#8221;Mappa del potere di Ap sul settore bancario&#8221;.Fra i vari nomi, il mio,dipendente di Bcsm.&#8221;Infilato&#8221; dal partito, si fa intendere.Sono così abituati agli &#8220;infilamenti&#8221; politici ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="font-weight: normal;"><a rel="attachment wp-att-34593" href="http://www.giornale.ms/interpellanza-dovuta-sul-pessimo-servizio-della-rotta-neve/zafferani-andrea-2/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-34593" title="zafferani-andrea" src="http://www.giornale.ms/wp-content/uploads/2010/03/zafferani-andrea-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>&#8221;E&#8217; arrivato anche il dossier del Psd, così leggo su libertas,&#8221;Mappa del potere di Ap sul settore bancario&#8221;.Fra i vari nomi, il mio,dipendente di Bcsm.&#8221;Infilato&#8221; dal partito, si fa intendere.Sono così abituati agli &#8220;infilamenti&#8221; politici dei propri protetti che non riescono a concepire che si possa anche trovare un lavoro tramite un concorso (molto difficile fra l&#8217;altro e ben fatto) e non tramite appoggi&#8230;pessimi!!&#8221; (Andrea Zafferani)</span></h3>
<p><span style="font-weight: normal;">Da Facebook</span></p>
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		<title>DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE SAN MARINO CASSA DI RISPARMIO S.U.M.S. – TITO MASI</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 18:41:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[.Interviste Politiche]]></category>

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		<description><![CDATA[DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE SAN MARINO CASSA DI RISPARMIO S.U.M.S. – TITO MASI
A proposito di Banca Agricola Commerciale, rispondendo ieri alle domande di un giornalista di San Marino RTV, ho espresso tre concetti:
1)	che la ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-21498" href="http://www.giornale.ms/ap-si-congratula-con-masi-e-bacchetta-il-psd/masi-2/"><img class="alignleft size-full wp-image-21498" title="masi" src="http://www.giornale.ms/wp-content/uploads/2009/09/masi.jpg" alt="" width="128" height="96" /></a>DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE SAN MARINO CASSA DI RISPARMIO S.U.M.S. – TITO MASI</p>
<p>A proposito di Banca Agricola Commerciale, rispondendo ieri alle domande di un giornalista di San Marino RTV, ho espresso tre concetti:<br />
1)	che la scelta di Unicredit di cedere la propria partecipazione rappresenta una perdita per il sistema bancario e l’intero Paese;<br />
2)	che, nell’interesse primario del Paese, sarebbe auspicabile che tale partecipazione venisse rilevata da una primaria banca internazionale;<br />
3)	che, dovendo prendere atto che ciò non sembra possibile, è opportuno che le principali banche sammarinesi, e cioè Cassa di Risparmio e Banca di San Marino, compiano un’operazione di sistema, evitando di farsi concorrenza ed avanzando un’offerta congiunta.<br />
Anche se rimango convinto delle opinioni espresse, nutro il dovuto rispetto per le decisioni di Banca di San Marino di non prenderle nemmeno in considerazione ma trovo decisamente inusuale e forse anche poco corretto che una banca chieda ad un’altra la definizione di un rapporto attraverso la televisione e la stampa, soprattutto quando oltre a prestare le dovute garanzie sono stati firmati accordi che prevedono tempi e modi per l’estinzione de finanziamento concesso. Comunque ne prendo atto ed evito commenti polemici. E’ altresì singolare che un’impresa non possa, secondo alcuni, effettuare acquisizioni ed investimenti se ha finanziamenti in corso. Se così fosse dovrebbe cessare la propria attività la maggior parte non solo delle imprese sammarinesi ma anche di quelle che operano nel mondo intero.<br />
Mi dispiace per i toni usati dall’Ente Cassa Faetano, che sinceramente non comprendo, anche perché avendo Cassa di Risparmio iniziato le trattative con Unicredit molto prima che Banca di San Marino manifestasse il proprio interesse, non ha certamente fatto uno sgarbo ad alcuno.<br />
Anche se l’Ente Cassa Faetano ha respinto l’ipotesi, da me formulata per stimolare il confronto e l’approfondimento, di un’eventuale fusione fra le due banche controllate dalle Fondazioni, in sintonia con i processi di concentrazione in atto in tutto il mondo, mi auguro che possa proficuamente continuare la collaborazione da tempo in essere fra le due Banche e le due Fondazioni esclusivamente sammarinesi e più radicate sul territorio.</p>
<img src="http://www.giornale.ms/?ak_action=api_record_view&id=45739&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Europa? ci penserei bene&#8230;.di Alberto Chezzi</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 05:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[.Interviste Politiche]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ in corso la raccolta delle firme per il referendum sull’Europa. Raccolta a dire il vero accompagnata da una “sostenuta” campagna mediatica.
Sicuramente il comitato promotore raggiungerà l’obiettivo della raccolta di firme minime affinché sia indetto ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-29320" href="http://www.giornale.ms/la-fierezza-e-limpegnodi-alberto-chezzi/chezzi/"><img class="alignleft size-full wp-image-29320" title="chezzi" src="http://www.giornale.ms/wp-content/uploads/2010/01/chezzi.jpeg" alt="" width="175" height="220" /></a>E’ in corso la raccolta delle firme per il referendum sull’Europa. Raccolta a dire il vero accompagnata da una “sostenuta” campagna mediatica.</p>
<p>Sicuramente il comitato promotore raggiungerà l’obiettivo della raccolta di firme minime affinché sia indetto il referendum.</p>
<p>I promotori danno per scontato che una volta raggiunto l’obiettivo, il sì all’ingresso in Europa otterrà la maggioranza necessaria per avviare immediati negoziati.</p>
<p>Convinzione dettata forse dal fatto che siamo in questo momento sotto forte pressione dall’Italia, che sta assediando il Paese da mesi con le potenti armi finanziarie, fiscali, economiche e politiche di cui dispone.</p>
<p>Ragion per cui l’Europa è vista un po’ come il nostro “cavaliere bianco”.</p>
<p>Ma il sammarinese è un soggetto strano, studiato in tutto il mondo perché profondamente legato al grande valore della libertà.</p>
<p>E’ questa che dovremmo in parte barattare, ossia cedere parte della nostra sovranità per godere di tutti benefici che il diritto di cittadinanza porta ai cittadini europei.</p>
<p>L’ingresso in Europa ci darà ad esempio la possibilità di lavorare nella vicina Slovenia per neanche la metà forse di quello che percepiremmo nella nostra piccola ed amata Repubblica.</p>
<p>Poter lavorare in altri paesi europei ritornando a sostenere il fenomeno dell’emigrazione?</p>
<p>Doversi districarsi in un labirinto di direttive comunitarie che hanno la pretesa di regolamentare anche il modo di respirare l’aria.</p>
<p>Senza tenere conto dei costi che è necessario sostenere per attivare il processo di avvicinamento all’ingresso nella Unione Europea.</p>
<p>Sicuramente il Sammarinese ci penserà due volte prima di cedere quel poco di sovranità rimastaci.</p>
<p>Forse vale la pena di concentrarsi su quelli che sono i problemi veri del Paese.</p>
<p>Rinnovamento della nostra classe politica, economica, sindacale e riforma ed ammodernamento della PA.</p>
<p>Alberto Chezzi</p>
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		<title>Sulla Cina&#8230;di Gianni Toffali</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 02:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[.Interviste Politiche]]></category>

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		<description><![CDATA[I media hanno annunciato l’imminente sorpasso della Cina nei confronti del Giappone. Gli economisti e i politici hanno attribuito la strepitosa crescita del PIL cinese a due cifre, alla “conversione” della classe dirigente comunista al ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-45574" href="http://www.giornale.ms/sulla-cina-di-gianni-toffali/cina/"><img class="alignleft size-full wp-image-45574" title="cina" src="http://www.giornale.ms/wp-content/uploads/2010/08/cina.jpeg" alt="" width="275" height="183" /></a>I media hanno annunciato l’imminente sorpasso della Cina nei confronti del Giappone. Gli economisti e i politici hanno attribuito la strepitosa crescita del PIL cinese a due cifre, alla “conversione” della classe dirigente comunista al capitalismo. Menzogna colossale: l’establishment cinese, nonostante il boom economico, è rimasto profondamente marxista leninista. Dai tempi della rivoluzione, nonostante Tienanmen, non è cambiato sostanzialmente nulla. Nella nazione più popolata del pianeta, oltre al fatto che la pena di morte ha superato in numero di esecuzioni tutte le nazioni del mondo messe assieme,  non si può esercitare alcuna libertà di pensiero, economica, individuale e religiosa. Quali sono dunque le ragioni dell’exploit economico finanziario? Semplice: l’applicazione sistematica del vero comunismo (non quello edulcorato e bonaccione ammannito ad usum delphini dalle segreterie dei partiti rossi) nei confronti della povera gente. Come da buona tradizione marxista (paesi dell’est docet!) le manovalanze cinesi vengono spremute e sfruttate fino alla morte per arricchire una minoranza di reggenti marxisti con la “testa” a sinistra, ma con i portafogli a destra. Eppure, un’ingenua opinione pubblica per spiegarsi i bassi prezzi del made in China, si è accontentata dei blandi chiarimenti dati dagli organi di informazione: assenza di sindacati, sfruttamento minorile e salari minimi. Purtroppo non è tutto qui. Dietro i costi abbattuti dei prodotti cinesi, ci sono storie di torture, omicidi, espianti e traffici d’organi illegali ed abusi che riguardano milioni di persone. Questa realtà poco conosciuta ha un nome: Laogai, che in cinese significa “riforma, rieducazione attraverso il lavoro”. I Laogai sono dei veri e propri campi di concentramento su cui si basa il sistema carcerario cinese. In Cina infatti, per reati “minori” si può essere rinchiusi per tre anni senza nessun tipo di processo. “Violazioni” come parlare di democrazia, mostrare idee politiche in conflitto con il regime o semplicemente appartenere ad una minoranza etnica o religiosa vengono severamente punite. Una volta rinchiusi i dissidenti devono confessare le proprie colpe e giurare fedeltà al governo. Le confessioni vengono quasi sempre estorte con metodi disumani come l’uso del bastone a scossa elettrica, frusta o manganello. Una volta “confessato” il proprio crimine, il detenuto &#8220;operaio&#8221;, comincia la vera e propria “riabilitazione” attraverso il lavoro che consiste in una quantità di oggetti da produrre in una giornata lavorativa di 18 ore. Se il detenuto non riesce a svolgere per tempo la sua “quota”, produttiva giornaliera, la razione di cibo diminuisce senza possibilità di appello. Ma tutto questo non basta, le atrocità più cruente vengono commesse contro i condannati a morte. In Cina ci sono sessanta reati per cui si può essere giustiziati. Una volta soppressi si procede all’espianto degli organi: reni, cornee, cuore, prendono prontamente la via dei mercati internazionali. Se queste sono le ragioni del successo made in China, non sarebbe meglio che i governi mondiali invece di porgere supinamente mani e tappeti, intervenissero fattivamente per sopprimere (anche con la forza se necessario) l’ultimo &#8220;paradiso capitalista&#8221; moderno marchiato made in Falce e Martello?</p>
<p>Gianni Toffali  Verona</p>
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		<title>Tolleranza zero per gli operatori turistici dall&#8217;USOT</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 06:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[.Interviste Politiche]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Unione degli operatori turistici scende in campo in prima persona per garantire qualità dei servizi e il più alto livello di ospitalità. Quello del turismo non è solo il comparto economico nel quale svolgono la ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-21720" href="http://www.giornale.ms/san-marino-oggism-facciamo-noi-la-nostra-lotteriala-bella-proposta-usot/paolo-rossi/"><img class="alignleft size-full wp-image-21720" title="paolo-rossi" src="http://www.giornale.ms/wp-content/uploads/2009/09/paolo-rossi.jpg" alt="" width="132" height="94" /></a>L’Unione degli operatori turistici scende in campo in prima persona per garantire qualità dei servizi e il più alto livello di ospitalità. Quello del turismo non è solo il comparto economico nel quale svolgono la loro attività gli imprenditori associati USOT, ma è anche l’elemento trainante dell’economia sammarinese, tanto più in momenti di difficoltà come quelli che il paese sta attraversando.</p>
<p>Nulla di più inaccettabile quindi di un comportamento non consono da parte di chi ha il compito di rappresentare questo sistema di fronte alle svariate migliaia di vacanzieri che scelgono la Repubblica.</p>
<p>Tolleranza zero dunque per quelle occupazioni non autorizzate del suolo pubblico, gli sgradevoli episodi di petulanza, la vendita di prodotti non regolari o peggio ancora “tarocchi”, il mancato rispetto dei prezzi fissati nel listini ufficiali.</p>
<p>Ma l’Usot non intende accettare neppure atteggiamenti irrispettosi e maleducati degli esercenti e annuncia il ricorso immediato agli organi competenti in caso di lamentale ricevute dai turisti.</p>
<p>La stragrande maggioranza di chi lavora nel settore è corretta e professionale; non possono essere pochi operatori o commercianti a rovinare l’immagine di un Paese.</p>
<p>Dito puntato anche verso le istituzioni: alle Segreterie di Stato competenti si chiede un analogo impegno concreto a tutela della qualità e un adeguato supporto per poterla garantire.  Lotta dura al degrado, alla sporcizia, ai parcheggi selvaggi di auto e moto.</p>
<p>Sono situazioni non accettabili per un Paese che ha il privilegio di essere Patrimonio Mondiale dell’Umanità.</p>
<p>L’USOT esige che vengano ascoltate le sue proposte e di essere coinvolta in ogni progetto che riguardi le attività turistiche.</p>
<p>“Abbiamo le competenze necessarie – afferma il Presidente, Paolo Rossi – per collaborare nel rilancio del Turismo.</p>
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		<title>La Storia di Sylviane Stefanelli, da Lei scritta..</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 20:12:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[.Interviste Politiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Desidero con questo mio scritto rendere pubblica una dolorosa vicenda giudiziaria che mi ha profondamente colpita, ma che è rivelatrice di un sistema giudiziario, quello sammarinese, che non garantisce i diritti fondamentali della persona.
Sono Sylviane ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-44055" href="http://www.giornale.ms/i-giudici-denunciati-alla-agenzia-delle-entrate-da-sylviane-stefanelli/stefanelli/"><img class="alignleft size-full wp-image-44055" title="stefanelli" src="http://www.giornale.ms/wp-content/uploads/2010/07/stefanelli.jpg" alt="" width="534" height="712" /></a>Desidero con questo mio scritto rendere pubblica una dolorosa vicenda giudiziaria che mi ha profondamente colpita, ma che è rivelatrice di un sistema giudiziario, quello sammarinese, che non garantisce i diritti fondamentali della persona.</p>
<p>Sono Sylviane Stefanelli, cittadina sammarinese nata in Francia sessantanni orsono. Mio padre e mia madre emigrarono in Francia, nella regione di Grenoble (Isère), dal momento che in Repubblica non c’era la possibilità di mantenere una famiglia. Nell’estate 1964, ricordo bene,  in casa c’erano molte visite di persone sammarinesi. Mio padre nel frattempo aveva costruito una casa a Borgo Maggiore con tutti i sacrifici da operaio nelle Usine Chimiche Kullmann (veleno puro); il suo pensiero era quello di rientrare a San Marino per la sua salute e faceva molte domande  ai Sigg. sammarinesi. In seguito ho capito che i visitatori sammarinesi erano politici, perché nel settembre 1964 c’erano le elezioni in Repubblica. Le visite erano per acquisire voti. Nel 1965 dopo  numerose promesse politiche per il lavoro, mio padre doveva essere assunto alle dipendenze dello Stato. Mio padre decise di rientrare in San Marino, con tutta la famiglia (moglie e tre figli: io ero la maggiore). Ho frequentato le scuole francesi, e sono rientrata a San Marino giovanissima (14 anni). Era il momento del primo sviluppo economico sammarinese. Mio padre non venne assunto immediatamente alle dipendenze dello Stato: le promesse erano sparite, pure le elezioni erano passate, ma solo in secondo tempo fu assunto alle dipendenze dell’Ufficio Tecnico dopo lotte e pugni sui tavoli (racconto questo per fare capire che dopo 45 anni nulla è cambiato in questo Paese); io, all’età di 16 anni, fui assunta presso un’azienda sammarinese, ove imparai le regole dell’amministrazione sammarinese, dopo avere frequentato il corso di stenodattilografa al Centro “Zavatta” a Rimini.</p>
<p>Successivamente ho lavorato presso altre aziende, ho avviato un’attività in proprio. Il tutto fino al 27 febbraio 1992, quando venni arrestata perchè accusata di avere, quale amministratore di una società, commesso frode fiscale nei rapporti con aziende italiane.</p>
<p>Non entro nel merito dell’accusa, perchè sarebbe troppo lungo e di difficile comprensione, ma desidero sottolineare come in tutta la mia vicenda giudiziaria non sono mai stata in grado di difendermi adeguatamente, in quanto i giudici della Repubblica hanno palesemente violato i miei diritti fondamentali non rispettando MAI la Dichiarazione dei Diritti Dei Cittadini e dei Principi Fondamentali dell’Ordinamento Sammarinese – Art. 5 “I diritti della persona umana sono inviolabili”.</p>
<p>Quando venni arrestata, fui interrogata senza la presenza di un mio avvocato. Sono stata condotta in un carcere per 28 giorni, quello sammarinese, che era solo maschile: la cosa fu denunciata il 26 marzo 1992 alla Commissione Europea in visita a San Marino, mentre ero in carcere. In quell’occasione le autorità sammarinesi cercarono di mascherare l’assenza di una sezione femminile del carcere della Repubblica, ma su mia precisa indicazione questo meschino tentativo venne smascherato. Ovviamente le autorità sammarinesi non hanno provveduto ad oggi alla creazione di un vero carcere femminile, nonostante le promesse e assicurazioni date alla Commissione Europea.</p>
<p>Malgrado la Rogatoria Internazionale, con arresto immediato della sottoscritta, il 29 luglio 1992 decido di consegnarmi alla Giustizia Italiana, al Giudice Libero Mancuso, vengo interrogata ed arrestata, la mia permanenza nel carcere femminile della Dozza (Bologna) si è risolto in solo 2 ore, dopo avere fornito al magistrato italiano tutte le notizie necessarie a chiarire la mia posizione per la vicenda di cui ero accusata.</p>
<p>Il 16 luglio del 1996 sono stata condannata, con i procedimento previsto dal codice penale del 1870 (quiasi un secolo e mezzo!), dal Giudice di primo grado Prof. Gualtieri. <span style="text-decoration: underline;">Io non ho mai visto in faccia questo giudice, che si è pronunciato, in aperta violazione dei diritti garantiti dalla Convenzione Europea sui diritti dell’uomo, basandosi solo esclusivamente sugli atti processuali.</span> Il 18 novembre 1996 venni nuovamente condannata, seppur con pena ridotta, dal Giudice Prof. M. Nobili, ancora una volta senza un pubblico processo, senza essere stata interrogata, senza avere potuto esporre al magistrato che mi giudicava le mie ragioni, senza poter indurre testimoni a mio favore. Va anche sottolineato che la sentenza di condanna del Giudice Nobili venne notificata a me tre giorni dopo la prescrizione. Il Giudice allora, con interpretazione stupefacente, scrisse a fronte della eccezione dei miei avvocati, che la data valida ai fini della prescrizione era quella del deposito della sentenza e non quella della sua pubblicazione!</p>
<p>A seguito della condanna, mi venne concesso il beneficio della assegnazione ai servizi sociali. Da questo momento cominciano i veri problemi.</p>
<p>Vengo sottoposta a perizie psichiatriche il 22 febbraio 1997 per valutare la mia pericolosità!! I reati amministrativi non hanno nulla a che vedere con il pericolo.</p>
<p>Nel frattempo, proprio in virtù del decreto del giudice dell’esecuzione Guido Guidi, venni licenziata dalla ditta presso la quale svolgevo il mio lavoro, in posizione molto apprezzata. Voglio sottolineare che tale licenziamento ha avuto per me effetti devastanti, in quanto improvvisamente mi sono ritrovata senza reddito alcuno, con i miei (pochi) risparmi sequestrati e confiscati: il giudice dell’esecuzione, nel concedere il beneficio dell’affidamento in prova ai servizi sociali, non si è preoccupato di fare in modo che io avessi il necessario per vivere, come era suo preciso dovere, ma ha provocato un mio stato di indigenza economica che ha condizionato la mia vita futura.</p>
<p>I sevizi sociali erano: lavorare GRATIS 30 ore settimanale durante l’orario di lavoro presso ISS con compiti contabili (fare la ragioniera non è un lavoro sociale). Trovandomi senza lavoro e sola, ho deciso di recarmi in carcere: almeno per tre anni non dovevo preoccuparmi per il cibo!  Mi sono costituita il 9 ottobre 1997, ma il giudice non ha accettato la mia rinuncia al beneficio degli affidamenti ed ha dato ordine di rifiutare la mia volontaria costituzione: forse perché il carcere era ancora solo maschile!</p>
<p>Continuo la mia disperata richiesta ad un posto di lavoro. Mi sono rivolta immediatamente alla C.S.U.nella persona di Giorgio Felici. Scrivo ripetute raccomandate A.R. al Giudice Guido Giudi  al Maestro Bianchi, la persona assegnatami per seguirmi nei servizi sociali, spiegando la situazione,</p>
<p>Nella seduta della Commissione di collocamento del 15 aprile 1998 delibera1  si legge: “Il presidente illustra i problemi di inserimento lavorativo di  Stefanelli S. e propone eventuale mobilità e riavvio c/o Archingeo S.A. (Titanedi)</p>
<p>La commissione esprime parere favorevole e delibera di chiedere un riferimento al giudice in merito alla posizione della Stefanelli, in base al quale si prenderanno gli opportuni provvedimenti.”</p>
<p>Nella seduta della Commissione di collocamento del 24 aprile 1998 si concede alla Archingeo S.A. (Titanedi) l’assunzione di frontalieri con obbligo di reinserimento della Stefanelli. Concesso il nulla osta alla Sig.ra Claudia Cuccolini, che era già la mia sostituta nel lavoro (in nero). All’Archingeo-Titanedi non serviva la mia persona negli uffici. Comunque in ottemperanza alle disposizioni della Commissione, sono stata assunta il 12 maggio 1998, con una qualifica inferiore alla mia precedente; mi hanno dato lo stipendio senza lavorare per 3 mesi per poter accedere successivamente alla mobilità per un solo anno in base agli accordi sindacali con le diverse categorie: insomma, la ditta ha usato raggiri per poter assumere persona di suo gradimento, allontanando comunque me dal posto di lavoro.</p>
<p>Il 28 maggio 1998, due giorni prima dell’elezioni politiche, mi presento un ennesima volta al Giudice Guido Guidi quale disoccupata minacciando proteste pubbliche. Il Giudice in mia presenza telefona al Segretario del Lavoro del momento (Claudio Podeschi) il quale chiama la Reggenza (Francini Loris &#8211; Cecchetti Alberto) che mi consegna un elemosina di Lit. 1.997.000 con promessa di un&#8217;altra trance a settembre 1998 e un posto di lavoro. Passate le elezioni, 30 maggio 1998, la seconda rata non c’era più e neanche il lavoro.</p>
<p>Passato il periodo di mobilità (8 giugno 1999) mi ritrovo disoccupata . Il lavoro nella vicina Repubblica Italiana viene individuato come strumento di rieducazione e reinserimento sociale e posto a fondamento in prova ai Servizi Sociali. Il condannato, nel vicino ordinamento italiano, viene cioè invitato d darsi stabile occupazione lavorativa, quale condizione per potere fruire del beneficio. Con il lavoro, il condannato, in Italia, provvede al suo mantenimento e in tal modo è ammesso a dare prova del proprio recupero. Nella Repubblica di San Marino invece, come nel mio caso, si pretende di farmi lavorare gratuitamente al servizio dello Stato, impedendomi in tale modo di esercitare qualsivoglia altra attività lavorativa che mi consenta di vivere. In tal modo, la pretesa dello Stato si risolve in un trattamento inumano e degradante in violazione dell’art. 3 della Convenzione e dell’art. 4, perché costringe ad un lavoro obbligatorio incompatibile con la vita sociale e con lo scopo rieducativo della pena.</p>
<p>Di fronte alla ingiusta condanna di cui sono stata vittima, non mi restava che il ricorso alla Corte Europea dei diritti dell’uomo. E’ stato un lungo procedimento, in quanto la Corte di Strasburgo ha voluto conoscere nel dettaglio la legislazione sammarinese, onde verificarne la rispondenza ai principi fondamentali della Convenzione Europea alla quale la Repubblica aveva aderito. La fase istruttoria ha visto un accanimento del Governo sammarinese per cercare di difendere l’indifendibile, ma mammano che l’istruttoria proseguiva, appariva sempre più evidente la fragilità del sistema processuale penale sammarinese ed in particolare l’ingiustizia del processo celebrato a mio carico.</p>
<p>Il Governo sammarinese tuttavia non si è sottratto, anche perchè non avrebbe potuto giustificarlo, alla sottoscrizione il 19 gennaio del 2000 della Raccomandazione R (2000)2, in base alla quale gli Stati aderenti alla Convenzione Europea dovevano introdurre nel proprio ordinamento interna alla revisione e riparazione dei processi che la Corte dichiarava ingiusti. San Marino dunque sottoscrive tale impegno, e 16 giorni dopo la Corte Europea emette la sentenza con la quale dichiara che il processo che mi ha visto condannata era in contrasto con l’art. 6 della Convenzione Europea e quindi in violazione dei miei diritti.</p>
<p>Insomma, <span style="text-decoration: underline;">la Corte</span><strong> </strong><span style="text-decoration: underline;">Europea ha dichiarato che ero stata vittima di gravissime ingiustizie da parte del tribunale sammarinese che aveva deciso negativamente sul processo a mio carico.</span></p>
<p>A questo punto mi aspettavo, anche per la firma apposta dal governo alla raccomandazione R(2000) 2 prima citata una riparazione immediata a mio favore per l’ingiustizia subita. Niente di tutto questo, anzi San Marino approva una legge, la n. 20 del 24/02/2000, in aperto contrasto con quanto sottoscritto solo il mese prima a Strasburgo. In particolare la nuova legge introduceva il concetto di pubblicità del processo penale sammarinese anche in appello, ma non ammetteva alcuna revisione, in aperta violazione dell’impegno assunto con la sottoscrizione della raccomandazione R(2000)2.</p>
<p>Decido di proseguire nella lotta per la tutela dei miei diritti. Nonostante le carenze legislative interne e confidando unicamente sulle disposizioni del Consiglio d’Europa, presento domanda di revisione, segnalo al comitato dei ministri presso il Consiglio d’Europa le carenze della legislazione sammarinese e il non corretto comportamento del nostro Governo in relazione agli impegni assunti. Ottengo all’interno solo resistenze, parziali sanatorie della mia posizione per cercare di farmi tacere.</p>
<p>Pressato dal Consiglio d’Europa, il Governo sammarinese (Segretario di Stato Masi (2002) dopo sei mesi il Segretario Alberto Cecchetti) approvano il 29 giugno 2003 una legge (n.89) in base alla quale viene ammessa la revisione delle sentenze riconosciute ingiuste dalla Corte Europea, ma con due gravissime limitazioni: la prima consistente nella discrezionale ammissibilità della revisione solo in caso di “gravi” conseguenze (la legge non specifica i criteri di gravità); la seconda nella esclusione dal ricorso per le precedenti pronunce della Corte. In definitiva io non avevo la possibilità di presentare istanza di revisione per l’ingiusto processo subito.</p>
<p>Ricordo che la bozza della Legge n. 89 era pubblicata sui nostri quotidiani il 12 maggio 2003 e nell’approvazione è stata privata dell’Art. 5 che recitava : “Per i procedimenti per i quali la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha già pronunciato sentenza definitiva, il termine di cui all’Art. 3 decorre dall’entrata in vigore della presente Legge.”</p>
<p>Le sentenze definitive erano solo due, legge …monca.</p>
<p>Non mi perdo d’animo. Protesto con le autorità di governo ed inizio per la prima volta con un enorme sofferenza e grande disagio la protesta pubblica sul Pianello il  4 luglio 2003.</p>
<p>Denuncio la gravissima discriminazione personale alla quale sono stata sottoposta, sottolineo che la legge era stata emanata su sollecitazione di Strasburgo, ma era stata confezionata in modo da escludere me ed altro ricorrente (Tierce) dal procedimento di revisione: insomma San Marino faceva di tutto per punirmi per la mia caparbietà e denuncia pubblica delle ingiustizie da me subite! Finalmente, anche per i pesanti rilievi del Consiglio d’Europa, il Segretario di Stato Foschi presenta una proposta di legge che consente di presentare ricorso per revisione. La legge, approvata dal Consiglio il 1 dicembre 2005, pur apprezzabile per la risposta data alle mie istanze, non ha provveduto a modificare la carente normativa della legge istitutiva della revisione (2000) che non disciplina convenientemente le procedure. Così sono risultati vani ed inutili tutti i tentativi di ottenere giustizia, nonostante l’annullamento del Giudice della revisione  che, in base al mio ricorso del 5.10.2006 obbligandomi al versamento di €. 1.178,00, ha revocato la sentenza emessa a mio carico dal Tribunale di San Marino, ordinando impropriamente e senza alcun sostegno legale, la trasmissione degli atti al Giudice di Appello.</p>
<p>Ancora una volta non ottengo giustizia. Le procedure riguardanti il mio caso sono illegali, non posso presentare testimoni, le mie impugnative sono dichiarate improponibili, le mie istanze non ottengono risposta: insomma, dopo ben 15 anni dal mio arresto mi ritrovo sola a protestare e combattere contro un sistema che non vuole ammettere i propri errori.</p>
<p>Solo il 15 ottobre 2009 riesco ad ottenere, dopo 18 giorni di sciopero della fame, per interessamento della politica che cercava di scongiurare le mie proteste, la restituzione delle somme confiscate con la sentenza Nobili. Anche in questo caso sono stata beffata: al momento del ritiro delle somme sequestrate e confiscate, si scopre che il Commissario della Legge Roberto Battaglino aveva, un anno prima, illegalmente consegnato un libretto alla moglie del coimputato Cassarà Salvatore. A nulla sono valse le mie proteste  ed i miei reclami, ho solo avute altre spese legali per i ricorsi: ancora una volta il sistema si è auto assolto. Io continuo a protestare pubblicamente finché avrò una goccia  di sangue nelle vene su ogni parte del suolo sammarinese: speriamo che la mia insistenza faccia prendere coscienza ai sammarinesi della grave crisi del sistema della giustizia,</p>
<p>San Marino non è più, come un tempo, terra dell’ antica libertà, ma: <em>terra della libertà antica</em>.</p>
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		<title>Risposta del ns. Direttore &#8211; Marco Severini in merito ai negozi chiusi del Centro Storico</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 19:27:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>La Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[.Interviste Politiche]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8221;Gentile Veronica, la ringrazio innanzitutto per la sua gentile ed inaspettata mail.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-44489" href="http://www.giornale.ms/?attachment_id=44489"><img class="alignleft size-large wp-image-44489" title="IMG_2418" src="http://www.giornale.ms/wp-content/uploads/2010/07/IMG_2418-565x423.jpg" alt="" width="565" height="423" /></a>&#8221;Gentile Veronica, la ringrazio innanzitutto per la sua gentile ed inaspettata mail.</p>
<p>Certo capisco la sua lettera ed è infatti proprio per questo che ho messo le fotografie dei negozi chiusi, fotografati ben dopo l&#8217;ora di intervallo cena. Quindi nessuna scusante: <strong>QUEI NEGOZI ERANO CHIUSI!!</strong></p>
<p>Ho deciso di fare queste foto, perchè quello dei negozi chiusi durante le manifestazioni è un problema molto sentito,  e soprattutto l&#8217;ho fatto per correttezza nei confronti di <span id="more-44488"></span>chi &#8211; giustamente e non stoicamente &#8211; ha tenuto aperto durante una manifestazione che lo Stato, quindi tutti noi, paga in maniera importante.</p>
<p>E&#8217; anche indubbio che lo Stato non potrà continuare a pagare queste manifestazioni; E&#8217; ora, come avviene da qualsiasi altra parte, che i commercianti comincino ad organizzarsi e pagare loro, dato che a loro va un eventuale guadagno &#8211; se c&#8217;è!</p>
<p>In ultimo non trovo affatto giusto &#8211; e qui probabilmente sarà d&#8217;accordo con me &#8211; che si continui, in occasioni di manifestazioni come la notte rosa, vari concerti (come l&#8217;ultimo alla cava degli umbri), alba sul monte, giornate medioevali e tanti altri eventi similari,  che non si faccia pagare nemmeno 5 Euro per rifarsi almeno delle spese.</p>
<p>Non è più possibile continuare così! E&#8217; finito il tempo dove tutto a San Marino era gratis. Le faccio un esempio all&#8217;Ottocento Festival si paga (anche abbastanza) ed è sempre pienissimo. Una cosa se è gratis talvolta, anche se bella e organizzata benissimo come il ns. caso, è meno gradita.</p>
<p>Per un incontro quando vuole, previo appuntamento. Mi piacerebbe farle una videointervista.</p>
<p>Grazie della sua apprezzata mail</p>
<p>A presto.</p>
<p>Marco Severini - Direttore del Giornale.sm</p>
<div></div>
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